Cenni Storici e Istituzionali della Sezione

La Sezione A.N.F.I. di Padova è stata costituita nel 1919 con il nome di “”Associazione Guardie di Finanza in congedo”, poi sciolta il 17/12/1922. Ricostituita nel giugno 1925 si sciolse nuovamente nel 1936. Non esistente all'inizio del 1938 è stata costituita in corte nel novembre 1938. Nel periodo di cui sopra l'associazione era diretta dal Presidente Guglielmo MARINUCCI La Sezione A.N.F.I. Di Padova è stata ricostituia il 15/06/1963. Già intitolata al Fin. M.B.V.M. Giovanni CARPIN. Intitolata il 29/10/2003 al Brig. Giulio BONETTO. La Sezione nel 1963 è stata formata da un gruppo di 30 finanzieri in congedo con a capo il Cap, Antonio BRONE, deceduto nel 1995, il quale ha presieduto la Sezione fino al 16/3/1988 con una interruzione dal 1967 al 1973 retta dal Magg. FERRARA. Nel 1988 al Cap, BRONE è succeduto il S.Ten. Comm. Pasquale SCENNA; dal 1996 al 2006 il presidente della Sezione è stato il M.M. A. TEODORI Cav. Uff. Elio, dal 2006 ad oggi dal M.M. A. LONGO Cav. Orazio. Oggi la Sezione conta 203 soci. Il Sodalizio è retto da un Consiglio di Sezione, che dura in carica 5 anni con possibilità di rielezione, composto da un Presidente, un Vice Presidente e 5 consiglieri. La Sezione è aperta ai soci al martedì dalle ore 15,00 alle 17,00 ed al sabato dalle ore 09,00 alle 11,30. Una volta all'anno gli associati si riuniscono in assemblea ordinaria per ascoltare la relazione annuale del Presidente sulle attività svolte dalla Sezione nel corso dell' anno, nonché per la programmazione delle attività in predicato per l'anno successivo. La Sezione ed i soci ricevono mensilmente dalla Presidenza Nazionale dell' A.N.F.I. Di Roma il periodico “FIAMME GIALLE” che illustra la vita delle Sezioni, curando argomenti di varia natura ed affrontando problemi anche pensionistici che riguardano il personale in quiescenza. L' associazione opera sulla base di uno Statuto approvato nel 1962, riveduto con ulteriori adeguamenti nel 2011, che ne regola l'organizzazione e le modalità operative. E' un ente morale senza scopo di lucro, apolitico, con sede centrale in Roma. Opera attraverso un ordinamento periferico espresso in 270 Sezioni dislocate in tutto il territorio nazionale. Unica sezione all'estero si trova in Canadà. Lo scopo principale del sodalizio è quello di cementare l'unione di tutti i militari in servizio ed in congedo della Guardia di Finanza mantenendo sempre vive le gloriose tradizioni del Corpo, il sentimento patrio e lo spirito del Corpo e particolarmente:

La Sezione annualmente devolve delle somme di denaro, offerte dai soci, alle sottoelencate Onlus:

Fondo di solidarietà soci ANFI. Possono acquisire la qualifica di socio tutti coloro che con qualsiasi grado abbiano fatto parte del Corpo della Guardia di Finanza, vedove e figli dei militari stessi nonché militari in servizio di ogni grado che abbiano mantenuto una ineccepibile dirittura morale. Altrettanto dicasi per i soci simpatizzanti che desiderano aderire al sodalizio. Particolare attenzione viene dedicata all'assistenza dei soci ammalati e/o ricoverati presso i luoghi di cura. Nel quadro delle attività culturali e ricreative, meritano essere poste in evidenza le gite turistiche-culturali, il pranzo prenatalizio per gli auguri di fine anno tra soci, convegni, mostre ed il rito religioso del 2 novembre in memoria dei soci defunti. Altra iniziativa molto apprezzata e gradita è l'invio a ciascun socio degli auguri di buon compleanno. E' doveroso ricordare le nostre signore, che hanno formato un gruppo di socie benemerite che partecipano attivamente a tutte le nostre manifestazioni sociali, indossando con entusiasmo il foulard con i nostri colori come una bandiera, ricamato di ricordi e tanti sacrifici.

Intitolazione della Sezione

Brigadiere Giulio Bonetto La nostra Sezione è intitolata al brigadiere Giulio BONETTO DI Villanova di Camposampiero (PD), impietosamente trucidato con altri 96 finanzieri, prelevati il giorno 2 maggio 1945 dalla Caserma di Campo Marzio di Trieste e gettati nella profonda foiba di Basovizza. E' una triste pagina di storia per la nostra Patria, intrisa di sangue e tradimenti e che descrive il nefasto periodo storico di occupazione Jugoslava lungo la fascia del confine orientale. Il brigadiere Giulio BONETTO è nato a Campodarsego (PD) il 28.02.1904. In data 01.6.1939 gli è stata conferita la Croce al merito di servizio dal Comando Generale della Guardia di Finanza. In data 05.02.1957 gli è stata concessa la croce al merito di guerra, alla memoria, dal Comando Generale della Guardia di Finanza. I figli Adriano, Adriana e Loretta sono soci della nostra Sezione e durante una visita alla foiba di Basovizza hanno così ricordato il loro papà:

Ciao papà, Grazie per averci dato la vita e per avere sempre protetto noi e la mamma da lassù. Non è stato semplice per noi figli crescere senza di te, però non ci sei mancato perchè ti abbiamo sempre sentito vicino. Anche se è passato molto tempo è bello conoscere il luogo dove tu riposi: ci dà il senso della memoria e fa bene al cuore sapere da dove, ma sopratutto da chi veniamo. Quel giorno di maggio del 1945 eri al tuo posto, non un posto che avevi scelto ma quello che ti era stato comandato. Quante giovani vite ha portato via la guerra, tante persone che come te hanno lasciato gli affetti più cari. Il nostro ricordare oggi quei giorni lontani vuole essere un grido di vita. Che questo luogo in cui facciamo memoria anche del tuo servizio e della vita ci aiuti a comprendere che non è giusto che l'uomo trovi nell'uomo un nemico, così da diventare un segno di speranza anche per le generazioni future. Un grazie sentite, al Presidente emerito Elio Teodori e alla moglie Novellina che hanno voluto fare del nostro ricordo privato una memoria collettiva, intitolando al Papà la Sezione ANFI di Padova. Grazie di cuore a tutti voi ed in particolare all'attuale Presidente Orazio Longo per la cura e l'affetto con cui circondate questi luoghi e il ricordo del Papà Giulio.

Adriana, Adriano, Loretta.

Basovizza, 2 novembre 2008

Cappello Alpino

Il glorioso ed amato cappello alpino in dotazione ai finanzieri da oltre un secolo non è più in uso ai reparti del Corpo. Solo l' Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia (A.N.F.I.), depositaria delle gloriose tradizioni del Corpo, è onorata e fiera di conservarne l'uso a completamento della divisa sociale. E' diventato il simbolo della Guardia di Finanza alpestre ed è tuttora il copricapo degli ex appartenenti iscritti alle sezioni ANFI. La penna nera è simbolo di tradizioni che si perdono nella memoria dei tempi, ricordo di aquile, di alte montagne, ardite e tempestose cime. “Quel caro cappello alpino, vecchio , tenero, logoro, sbrindellato che sfila in parata fra tante bandiere tricolore un amore sincero che viene da lontano!!!”. Così scriveva nel 1996 il Gen. Nicola Morelli vicepresidente nazionale. Un vero elogio che per oltre 100 anni è stato o lo è ancora, parte integrante della nostra uniforme. Sembrano sensazioni ed emozioni di altri tempi, fuori moda per la frenesia dei nostri giorni, ma per noi finanzieri rappresentano la forza morale, l'orgoglio del montanaro e tante altre emozioni che l'animo umano può percepire. E' sempre vivo il ricordo del distaccamento in alta montagna, delle lunghe e faticose marce per raggiungerlo, della periodica ricognizione cippi di confine e delle magnifiche stelle alpine che spuntavano tra le rocce, fiore meraviglioso che ha motivato tante belle canzoni della montagna e che eccezionalmente venivano raccolte per farne omaggio alle rigogliose ragazze dei nostri vent'anni. La poesia che segue, di autore ignoto, esprime ancor più i sentimenti e le sensazioni che il cappello alpino suscita in noi:

Il più dolce e fedele compagno dell'alpino e del finanziere è il suo cappello con la penna nera

bagnato di sudore, il suo colore nacque dalla polvere delle strade, dal sole dell'estate, dalla pioggia e dal fango delle terre inospitali

bagnato di lacrime, la sua forma fu modellata dal peso di zaini e sacchi, da colpi d'arma, da impronte di sassi, dalla neve, dal vento, dal freddo delle notti interminabili.

Messo sulle croci dei monti, sepolto nella terra umida e fresca. Lo baciarono i moribondi come baciavano la mamma.

Compagno amato ed inseparabile è la bandiera invitta issata sul suo cuore: insegna del combattimento e guanciale della notte.

Vangelo per il giuramento e coppa per la sete; amore che non tramonta; canzone dell'animo che non si estingue.

Bandiera

Bandiera Sono la terra, i monti, i mari, il cielo e tutte le bellezze della natura che ti circondano, l'aria che respiri, il sangue di chi è caduto nell'adempimento del dovere o nel raggiungimento di un ideale, per permetterti di vivere libero, la zolla che ricopre i tuoi morti, la fede, l'amore, il vibrante entusiasmo dei tuoi avi, la fatica, l'affanno, la gioia di chi studia e di chi produce con la mente e col braccio, il dolore, il sudore, la struggente nostalgia degli emigranti, la tua famiglia, la tua casa ed i tuoi affetti più cari, la speranza, la vita dei tuoi figli.

SONO LA BANDIERA, L'ITALIA, LA TUA PATRIA

Ricordati che al di sopra di ogni ideologia mi avrai sempre unico simbolo di concordia e di fratellanza, tra italiani,

Ricordati che finché apparirò libera nelle tue strade, tu sarai libero.

Fammi sventolare alle tue finestre, mostra a tutti che sei italiano.

Primo colpo di fucile guerra 1915-18

E' doveroso ricordare, il finanziere Pietro Dell'Acqua della Legione di Venezia che nella notte del 23 maggio 1915 sparava il primo colpo di fucile contro il nemico austriaco che tentava di distruggere il ponte di Brazzano sul fiume Judrio(GO) aprendo il fuoco contro l'avamposto italiano composto appunto dai Finanzieri Pietro Dell'Acqua e Costantino Carta, aggregati al 2° battaglione di frontiera che operava nella zona.

La guerra era quindi incominciata, il bellissimo ed eroico gesto è ricordato da una lapide murata sul ponte di Brazzano in cui sono incise le seguenti nobili parole: Monumento eretto sul luogo a ricordo del primo colpo di fucile sparato dai finanzieri nella notte dal 23 al 24 maggio 1915.

IL PRIMO COLPO DI FUCILE DELLA GRANDE GUERRA FU ESPLOSO DA QUESTO LUOGO LA NOTTE DEL XXIII MAGGIO MCMXV. IL NEMICO MOSSO ALLA RUINA DEL PONTE SCORSERO COLPIRONO FUGARONO DUE GUARDIE DI FINANZA VEDETTE INSONNI DEL CONFINE LE PIÙ AVANZATE E LE PIÙ SOLE SEMPRE PERCHÈ QUESTO È IL COMANDO IL GIURAMENTO IL PREMIO